giovedì, 24 settembre 2009

Credetemi ascoltatori, oggi volevo parlare della giunta di sinistra di Taranto sciolta dal TAR perché era composta solo di uomini. Credetemi ascoltatori, oggi volevo parlare dell’assessore alla sanità della Calabria dimissionata perché non voleva firmare un pagamento illecito. Credetemi ascoltatori, oggi volevo chiedervi se all’ONU è più ridicolo Gheddafi o Ahmadinejad. Credetemi ascoltatori, non ce ‘ho fatta. Sono troppo sconvolto dalla lettera di Giorgio La Malfa. La Malfa ha scoperto che i governo di Sivlio Berlusconi, suo alleato dal 2001, non sta facendo niente di buono. E allora abbandona il governo. E scrive una lettera al Corriere della sera per dirlo. Credetemi ascoltatori, è una lettera che dovete assolutamente leggere. So che non vi ricordate più chi è La Malfa e se ve lo ricordate a maggior ragione non ve ne frega niente. Ma questa lettera si chiude con due parole che faranno piangere anche gli ergastolani, gli stupratori e i pedofili che numerosi ci ascoltano. Dopo aver espresso il suo dissenso verso il governo, La Malfa mette punto e va a capo. E poi scrive, rivolto al direttore del Corriere, “Mi creda”. “Mi creda”. “Mi creda”. Ho pianto tutta mattina.
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mercoledì, 23 settembre 2009

Detta in breve, la notizia è una non-notizia: la capogruppo del PD in commissione sanità del Senato, Dorina Bianchi , vota contro il suo partito ogni volta che la maggioranza propone una politica clericale. È successo in passato, è successo per l’indagine sulla pillola abortiva, succederà in futuro. È ovvio che nessuno sta mettendo in croce la Dorina per le sue idee politiche. Ci mancherebbe. Ed è anche vero che nel PD tutte le volte che ci sarebbe da discutere di cose serie si soffocano i dibattiti per non scontentare nessuno. Ma è anche vero che la Dorina Bianchi è il capogruppo del suo partito in commissione. Si è cioè assunta un ruolo e una responsbailità che non le permettono di fare sempre e solo quello che le pare. Se uno è portavoce deve portare la voce degli altri, non imporre la sua. Sono sicuro che libera dal suo incarico Dorina Bianchi sarà più libera di portare avanti le sue, legittime quanto criticabili, idee politiche.
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martedì, 22 settembre 2009

Oggi è uno di quei rari giorni in cui mi trovo incredibilmente d’accordo con Silvio Berlusconi. Con i suoi soliti toni da bulletto di periferia, il capo del governo ha intimato ai giornalisti che risponderà soltanto a domande politiche. Che ignorerà domande di gossip. Bravo Silvio, mi sento di dire, a parte che le domande di gossip in effetti nessuno ha mai avuto il coraggio di fargliele faccia a faccia e comunque lui non ha mai risposto. A parte questo, mi unisco a Silvio e dico: giornalisti, fategli solo domande politiche. Fategliele però, fategliele. Chiedetegli chi ha pagato e costruito le case che lui è andato a inaugurare. Chiedetegli che fine farà l’aeroporto di Malpensa. Chiedetegli lumi sulla riforma dell’università e su quali sono, secondo lui, i meccanismi della nuova era della meritocrazia. Chiedetgli perché le Regioni e le Provincie dicono che il governo le prende per il culo. Chiedetegli perché ci sono classi delle scuole elementari con undici dico undici maestri alla faccia del maestro unico. Diobono giornalisti, fate come dice, fategli qualche domanda politica.
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lunedì, 21 settembre 2009

Il mio amico Mazzetta è un giornalista e traduttore freelance assai sagace. Stamattina scriveva sul suo blog che le delicate parole del ministro Brunetta sulla sinistra che va a morì ammazzata e le intemerate della Santanché antiburqa vanno salutati come grandi gesti di libertà utili a tutti. Grazie a Brunetta e alla Santanché, dice Mazzetta, tutti noi siamo legittimati a mandare a morì ammazzato chiunque altro e a interrompere funzioni religiose, magari cattoliche, strattonando i fedeli e obbligandoli a sentire le nostre critiche ai loro comportamenti. Al di là della sagacia di Mazzetta, ci ho pensato e ripensato, e mi son detto che io della libertà di mandare a morì ammazzato qualcuno o di interrompere una messa non saprei che farmene. Non insulto, non auguro mali, penso che ognuno sia libero di praticare la propria religione, credo nella libertà e nel rispetto reciproco. Forse questo mi rende un membro di quella élite schizzinosa e golpista che deve andà a morì ammazzata. Magari.
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lunedì, 18 maggio 2009

Dopo due mesi a Boston in cui alla frase “Sono italiano” seguivano sorrisetti imbarazzati e domande sulle performance coniugal-sessuali del nostro beneamato premier a vita, ho sviluppato un’idea geniale. Tagliamo qualche ente inutile e magari anche qualche ente utile e regaliamo a tutti i diciottenni un viaggio di un paio di mesi in un Paese civile. Facciamoli vivere a Boston, a New York, a Birmingham, a Manchester o giù di lì. Si renderanno conto che non è necessario che la gente giri per la strada con lo sguardo minaccioso, impareranno che è bellissimo chiedere scusa, soprattutto quando si è in torto, capiranno che essere gentili non vuol dire essere dei deboli ma semplicemente vivere meglio e più tranquillamente. Capiranno che all’università, oltre a far finta di far politica e a schiantarsi di droghe, si può anche studiare. Che guidare non è un metodo per dimostrare le dimensioni dei propri organi sessuali. Che le donne sono persone e non soprammobili. Questa specie di vacanza civilizzatrice sarebbe il migliore investimento di tutti i tempi.
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mercoledì, 12 novembre 2008

Domani fate un esperimento usando voi stessi. Per un giorno dite sempre NO. Uscite di casa la mattina e fino a sera rispondete a tutti, sempre e solo NO. Vuoi un caffè? NO. Mi aiuti a stendere? NO. Hai una sigaretta? NO. Perfetto, meraviglioso, eccellente. Deve essere bello avere una risposta su tutto, essere senza dubbi, senza patemi, senza problemi. Dopo un giorno però nessuno vorrà più avere a che fare con voi. Nessuno vi chiamerà più, niente sms, niente telefonate, niente amici. Tutto questo è perfettamente comprensibile, e vale per tutti tranne uno: il Vaticano. Quando qualcuno prova a fare qualcosa subito interviene il Vaticano e dice NO. La Cassazione sta per emettere una sentenza su Eluana Englaro? Interviene il Vaticano e dice NO. Si vocifera che Barack Obama riaprirà i finanziamenti alla ricerca sulle staminali? Interviene il Vaticano e dice NO. Invece di ignorare qualcuno che dice sempre NO, i mass media non parlano d’altro, come se ogni volta che un prete apre bocca ci fosse la fine del mondo. Ecco perché Beppino Englaro è un eroe dei nostri giorni. La sua riposta al Vaticano, dopo l’ennesima ingerenza è stata: dicano pure quello che vogliono, io vado per la mia strada.

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lunedì, 10 novembre 2008



È ormai del tutto evidente che i sessantenni e oltre che ci comandano non sono affatto all’altezza del compito. A parte le battutacce di Berlusconi su Obama, l’incapacità di questa sedicente classe dirigente è lampante. La scorsa settimana ho partecipato a due seminari universitari durante i quali i baroni sessantenni presenti hanno dimostrato di non essere in grado di parlare inglese né di costruire un intervento di dieci minuti. La maggior parte di loro non sapeva di cosa si stesse parlando, e in realtà non gliene fregava niente. L’unica cosa di cui riuscivano a parlare erano i concorsi, i concorsi e ancora i concorsi. Dò un consiglio di lettura a tutti gli ascoltatori: leggetevi L’università truccata di Roberto Perotti e cominciate a riflettere sulle sue proposte. Io lo dico già da anni, un po’ di sano liberismo nell’università ci farebbe proprio bene.
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lunedì, 03 novembre 2008




Ci siamo già occupati del Corriere della Sera, il giornale che non prende mai una posizione e non ci sarebbe bisogno di riparlarne se non fosse che qualche giorno fa è è tornato fuori il Venerabile maestro della loggia segreta Propaganda 2, Licio Gelli. Nella sua intervista Gelli diceva che Silvio Berlusconi è l’uomo giusto per realizzare il piano di Rinascita Democratica della Loggia P2. Per quello che mi riguarda Gelli può dire e fare quello che vuole, Berlusconi può giovarsi di questi appoggi e Ignazio La Russa può continuare a insultare Concita de Gregorio in diretta TV. Non mi aspetto niente da queste persone, e ne penso il peggio possibile. Quello che mi sconvolge ancora una volta è che il Corriere della Sera non abbia niente da dire. Proprio il Corriere che ai tempi della Loggia P2 era pesantemente implicato nella strategia di Gelli con il suo direttore  Franco DI Bella. E invece dopo un paio di ore la notizia di Gelli è addirittura sparita dal sito del Corriere.it. Niente da dire, non dire niente. È un bel modo di fare giornalismo democratico questo.
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sabato, 01 novembre 2008





30 ottobre 2008

Sappiamo che il giornalismo anglosassone è molto diverso da quello italiano, che è meno schierato, è meno legato ai partiti e alle ideologie, sappiamo che il giornalismo anglosassone è più oggettivo ed equilibrato. Lo sappiamo, ma sappiamo anche che quando è il momento di prendere una posizione sulle grandi questioni nazionali i giornali anglosassoni non si tirano mai indietro. E allora, cosa dobbiamo pensare del più venduto e stimato quotidiano italiano, il Corriere della Sera? Cosa ci vorrà per smuovere il Corriere, per fargli prendere una posizione? Non basta tagliare il bilancio dello Stato qua e là, certo che no. Non basta che in una intervista un ex presidente della Repubblica istigasse il ministro degli Interni a delinquere a fini politici. Pensavamo bastasse che la polizia permettesse ai fascisti di menare con spranghe, bastoni e pinocchi gli studenti di 14 e 15 anni, ma non basta neanche questo. Dobbiamo sperare che il governo impazzisca e cominci a bombardare i cortei con gas nervino e bombe a grappolo, allora sì che il Corriere della Sera prenderà una prudente e ragionevole posizione.

27 ottobre 2008

Gira voce che Mara Carfagna sia in pole position per la candidatura a governatrice della regione Campania. Se così fosse, la competentissima showgirl dovrebbe lasciare le pari opportunità a un nuovo ministro, e pare che la ricerca sia già partita. Un primo nome che è girato era Massimo Ciavarro, che Forza Italia vorrebbe spendere in funzioen anti-Rai. Fedele alla sua linea di tagli, l’energumento tascabile Renato Brunetta si è detto disposto a prendersi anche il ministero delle Pari opportunità, così potrebbe rappresentare le istanze delle persone verticalmente svantaggiate e tagliare un ministero in un colpo solo. Gabriella Carlucci ha avanzato la propria candidatura dicendo che ormai quel posto spetta di diritto a una bella figa, ma le hanno spiegato che alla sua età si è esclusa da sola. Pare però che Silvio Berlusconi abbia un asso nella manica. Vi do qualche indizio. Il nuovo ministro è grasso, viene dal nord-ovest e ha una parlantina molto sciolta. Il nuovo ministro è molto avvezzo alle grandi battaglie ideali, che porta avanti da anni con determinazione e passione. Avete capito chi è? Che dite? Giuliano Ferrara? Ma nooooo. È il GABIBBO!!!


23 ottobre 2008

Io non volevo partecipare alla protesta dell’università, perché sono convinto che quello che c’è sia peggio di qualunque riforma, peggio anche delle stupidaggini del sedicente ministro Mariastella Gelmini. Ma dopo che Berlusconi ha detto che manderà la polizia,poi ha detto che non la manderà, e poi che gli studenti sono facinorosi o forse no, insomma, adesso non posso non partecipare alla protesta. Forse la cosa più triste di questo governo è il suo essere profondamente ideologico, cieco alla realtà. Forse invece la cosa più triste di questo governo è la sistematicità con cui crea artificiosamente situazioni di emergenza per poi menare le mani. Mi tocca mobilitarmi, non ne avevo voglia e non ne sono convinto. Mettiamo anche questo in conto a Silvio Berlusconi: mi obbliga a fare qualcosa che non voglio. Mi toglie anche la libertà di non manifestare.

22 ottobre 2008

“Sono convinta che il '68 abbia provocato ingenti danni alla scuola, danni che devono essere assolutamente riparati. E' fondamentale ridare all'istituzione scuola responsabilità, gerarchia, rispetto dell'autorità e dell'autorevolezza. E' questo l'impegno mio e del governo tutto". Chi lo ha detto? Ma certo, proprio lei, la sedicente ministra della pubblica istruzione Mariastella Gelmini. Mi sembra che passare il tempo a pensare al 68, cioè a qualcosa che è successa quarant’anni fa esatti e prima che la sedicente ministra nascesse, è una occupazione piuttosto oziosa. E poi se davvero la scuola ha bisogno di gerarchia e rispetto dell’autorità perché ha cominciato a pastrocchiare dalle elementari? Avete mai sentito notizie tipo: maestra elementare legata dagli alunni oppure orgia di bambini sette anni alla gita scolastica? Non era meglio provare a guardare nella scuola superiore o nelle medie? Capite perché la Gelmini è davvero inadeguata a fare il suo mestiere? Fa e parla, parla e fa, ma non capisce un cazzo.

20 ottobre 2008

Per la regola che nessuno è tanto cretino da non prenderci proprio mai, due giorn fa la sedicente ministra della pubblica istruzione Mariastella Gelmini ha detto una cosa sacrosanta. Ha detto che alcune università rischiano di fare la fine dell’Alitalia perché hanno bilanci da paura, produttività scientifica ridicola, docenti pietosi e studenti ignoranti come muli. È incredibile, ma stavolta Mariastella Gelmini ha ragione. Quello che mi chiedo è perché non si decida a commissariare gran parte delle Università italiane e a fare quello che hanno fatto con Alitalia, anche partendo dalla constatazione che per il Paese l’istruzione superiore è infinitamente più importante della compagnia di bandiera. Dai Gelmini, fai qualcosa di buono, metti un bel commissario nelle università più scandalose, licenzia qualche centinaio di docenti fannulloni o cretini e falle ricominciare da capo. Forse a quel punto qualcuno che ti sostiene lo trovi anche tu.

16 ottobre 2008

Di fronte alle imponenti manifestazioni di questi giorni, il sedicente ministro della pubblica istruzione Mariastella Gelmini si è detta assai stupita della protesta delle superiori e dell’università, perché la sua riforma non le tocca e quindi non capisce cosa ci sia da protestare. Proviamo a spiegarglielo. Prima di tutto, non è detto che uno protesti solo in difesa dei suoi interessi particolari. Forse agli studenti delle superiori non piace la riforma del maestro unico, dei grembiulini e del 5 in condotta, e si lamentano di quella. La scuola è un bene di tutti i cittadini, ed è giusto che tutti i cittadini la difendano. In secondo luogo, il finanziamento alle università verrà tagliato del 40% in quattro anni, e il turn over bloccato al 20% dei pensionamenti. Se per lei questo vuol dire non toccare l'università, temo il momento in cui la vorrà toccare.

15 ottobre 2008

Tutti sappiamo che la distruzione delle coscienze comincia dalla distruzione del linguaggio. Quando le parole vengono trasfigurate e svuotate, quando si dice una cosa ma in realtà si sta dicendo qualcos’altro, quando si può dire qualunque cosa sapendo che nessuno ci crederà. Nel suo libro intitolato Heil Hitler, pubblicato dal Mulino, il sociologo tedesco Tilman Allert spiega come i nazisti siano entrati nel più profondo  della vita quotidiana del popolo tedesco, invadendo addirittura la più immediata e spontanea apertura di fiducia tra persona e persona. Il saluto, appunto. Non vorrei fare paragoni ridicoli, ma cosa vogliono dire le parole “democratico” e “primarie” quando c’è un solo candidato? Che elezioni sono quelle in cui il favorito si ritira e appoggia l’uomo scelto dal partito, dicendo di riconoscersi in un programma che non c’è e non ci sarà? Che democrazia è quella in cui partecipano solo gli uomini degli apparati? Il partito democratico era nato per rinnovare la politica italiana. A Bologna stiamo assistendo invece alla definitiva distruzione di tre parole: democrazia, uguaglianza, responsabilità.

13 ottobre 2008

Fatta salva la pietà umana che a tutti si deve, facciamoci una domanda: la morte di Jorg Haider è una fortuna o una sfortuna? Quanti sono quelli che tra i nostri ascoltatori hanno tirato un sospiro di sollievo, che hanno pensato, allora un Dio esiste, quanti sono quelli che hanno pensato ben ti sta, quanti sono quelli che hanno augurato la medesima fine a uno, due o tre leghisti tra i più scatenati? Chi non ha sperato che Borghezio si cappottasse con il suo Apecar sulla Milano-Como? Chissà. Il pacco è che con la morte di Haider i due partiti della destra austriaca rischiano di fondersi dando vita a un unico partito capace di superare il 30 percento. Fino a ieri, la semplice esistenza di Haider aveva fatto in modo che i partiti della destra fossero due, e sappiamo che le rivalità personali sono una medicina contro il dispotismo assai migliore di ogni regola e costituzione. Spero che gli austriaci siano furbi o intelligenti, spesso dalla disperazione vengono fuori idee geniali.

10 ottobre 2008

Come ho detto ieri, l’aspetto più avvilente della fortunatamente breve permanenza di Sergio Cofferati in questa città è il modo irresponsabile di comportarsi e la pretesa di impunità che sempre hanno contraddistinto il nostro quasi ex-sindaco. Cofferati è come Berlusconi: non può essere contraddetto, non può essere criticato, governa per spot e usa i figli e la famiglia per coprire le sue magagne. Oggi ho letto sul Corriere.it una triste intervista con Raffaella Rocca, la compagna di Cofferati. L’intervista si conclude così: Il giornalista chiede “Come definirebbe la vostra storia?” E lei risponde: «In modo semplice. Due persone che hanno deciso di fare insieme un percorso. Una vicenda privata che vorrei tornasse velocemente ad essere tale». Cara Raffaella, non ci sperare. Se il tuo fidanzato TI USA come paravento almeno un po' di vento in faccia te lo devi prendere. Un bel po' di vento. Ritagliamo questa intervista e andiamocela a rileggere tra 5 o 6 mesi quando Cofferati avrà un nuovo incarico. Allora sì che rideremo tutti, dal primo all’ultimo.
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venerdì, 10 ottobre 2008


La balla più grande


9 ottobre 2008

Avevo preparato un encomio per il politico Paolo Guzzanti, il comico padre di comici che ha dichiarato coraggiosamente che il suo datore di lavoro, Silvio Berlusconi, lo fa vomitare. Ma oggi di vomito ne gira parecchio, soprattutto a Bologna: Sergio Gaetano Cofferati, podestà supremo di Bologna, governatore dei presepi, castigatore dei lavavetri non si ricandida. Mi hanno detto che dopo che la notizia è uscita un fiume di vomito ha invaso piazza Galliera, piazza Otto Agosto e via Indipendenza giù giù fino a piazza Nettuno, ha riempito Piazza Maggiore e ha cominciato a sommergere il Palazzo d’Accursio. Sergio Gaetano, sei riuscito dove neanche Gesù Cristo era riuscito: la moltiplicazione del vomito dei bolognesi. Il vomito per come sei arrivato, per come hai governato, e per come, elegantemente e senza un briciolo di responsabilità, ci hai mollato. Grazie Sergio Gaetano, ti dimenticheremo molto in fretta.

9 ottobre 2008 (alternate version)

Oggi vorrei per una volta parlare bene di qualcuno di cui non mi sarei mai immaginato di poter parlare bene. Si tratta del senatore Paolo Guzzanti, ex presidente della ridicola commissione Mitrokhin e padre dei più famosi Corrado, Sabina e di un'altra che non mi ricordo mai. Come tutti i giornali riportano oggi, il senatore Guzzanti ha osato criticare Silvio Berlusconi. Lo so, non ci credete, ma avete sentito bene. Non solo ha criticato Berlusconi per la sua amicizia con il fascista Vladimir Putin e perché ha accostato il presidente della Georgia e Saddam Hussein. Guzzanti ha detto che Berlusconi gli fa vomitare, e ci ha ricordato che Berlusconi sta a destra di George Bush e John McCain. L’altra sera McCain ha detto che negli occhi di Putin ci sono solo tre lettere K, G e B. Non credo che succederà niente al senatore Guzzanti, e che domanil’altro ricomincerà col suo delirio. Ma per oggi, solo per oggi, consentitemi di parlare bene del senatore Paolo Guzzanti.

8 ottobre 2008

Qualcuno sta seguendo con apprensione la crisi economica più nera degli ultimi due secoli. Non me ne frega niente. Qualcuno pensa che tutto questo razzismo sia negativo. Non me ne frega niente. Qualcuno pensa che Veltroni dovrebbe mettersi a fare più opposizione di così. Non me ne frega niente. A qualcuno non piace la Gelmini ha coniato il geniale epiteto di “Beata ignoranza”. Non me ne frega niente. Stanotte qualcuno ha seguito il dibattito tra il negro e il vecchio per la presidenza degli Stati Uniti. Non me ne frega niente. RadioCittFujiko ha finalmente cambiato sede. Non me ne frega niente. Qualcuno starà pensando che sono ammattito. Non me ne frega niente. Avrete capito che anch’io mi sto omologando all’andazzo dominante. Non-me-ne-fre-ga-nien-te.

6 ottobre 2008

Riprende anche quest’anno il Pastone e la Garrota, e gli spunti di certo non mancano: crolli delle Borse, pasticci Alitalia, immigrati accoltellati un giorno sì e l’altro pure, la scuola distrutta, i rifiuti campani messi sotto il tappeto e tutto il resto. Ma vi devo confessare che ho seriamente pensato di gettare la spugna e di lasciare il campo ad altri. Chi mi ha seguito durante l’estate sa che avevo provato a imbastire una parodia di Walter Veltroni alla convention democratica di Denver. Ho smesso perché la realtà è talmente triste che mi è passata la voglia di ridere. La depressione per la situazione politica del nostro Paese è tale che ho davvero pensato di smettere. Ma invece no. Eccomi di nuovo qui. L’Italia è il Paese che amo, e ho deciso di restare in campo per salvare Bologna, l’Emilia-Romagna, l’Europa e il mondo intero dai suoi disastri. Il Pastone e la Garrota, un nuovo miracolo italiano.
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domenica, 14 settembre 2008




Diario di Denver, quarto giorno

Cara Flavia,
ti scrivo da un motel a Salina, che non è l’isola di Nanni Moretti, ma una città dello Utah. Come ti ho detto ieri, io e Bettini abbiamo preso una macchina a nolo e stiamo andando a Las Vegas. La convention riposa per due giorni e abbiamo deciso di andare a vedere la Mecca del gioco d’azzardo, così per vedere com’è. Anche Jennifer, la ragazza d quel locale, ha deciso di venire con noi, ma nel motel ha preso una stanza tutta per lei.
Che deserti, e che spazi. Certo che l’America è proprio grande. Qui a Salina non c’è molto da fare, e Bettini non mi fa guidare perché dice che se no mi rovino l’appetito. È molto carino Bettini, non mi fa mancare niente. Oggi a mezzogiorno per esempio ci siamo fermati a mangiare in un drive in e mi ha anche preso le patatine.
Abbiamo fatto bene a fare un giretto, sai? A Denver mi stancavo molto, queste convention così lunghe sono molto faticose, e poi tutti questi delegati hanno accenti diversi, non si capisce niente. Per fortuna che Bettini ha avuto questa ideona di Las Vegas, e Jennifer ha detto che ci porta a vedere lo spettacolo di una sua amica bionda. Le ho chiesto se anche la sua amica è una ragazza madre e lei mi ha detto che no, non lo è, ma che deve lavorare così tanto per pagare il silicone. Chissà cosa voleva dire, magari ha una doccia che perde, come quella ragazza della reclam.
Adesso vado, che Bettini mi chiama. Qua ci sono i mormoni e volevamo andare a vederli.
Ti mando un bacio, ciao.
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venerdì, 12 settembre 2008


bobi

Diario di Denver, terzo giorno

Cara Flavia,
lascia prima di tutto che ti racconti cosa abbiamo fatto ieri sera, poi ti dico della convention. Invece di andare a trovare la ragazza che lavora in quel locale notturno, io e Bettini abbiamo avuto una botta di culo pazzesca e siamo stati invitati alla festa di Ted Kennedy da un delegato che ci ha scambiati per due deputati dell’Illinois. Dovevi vedere quanta gente, eravamo nella suite del Four Seasons. E che belle facce: bianchi, neri, cinesi, il vero melting pot, a Roma te la sogni una festa così, al massimo incontri Paolo Guzzanti e Giuliano Amato con due troiette brasiliane, vuoi mettere?
Alla fine sono riuscito ad avvicinarmi a Ted Kennedy e gli ho detto chi ero, lui è stato molto felice di vedermi, mi ha stretto la mano e mi ha scritto una dedica sulla camicia. Ha scritto: To Walter Beltrone the dream lives on, Ted Kennedy. Ha scritto Beltrone con la B di Bologna e la e finale, ma d’altronde ha avuto l’ictus e un cancro al cervello, è già tanto che scriva. A un certo punto sono riuscito a sgattaiolare nella sua stanza e mi sono guardato intorno se da qualche parte aveva il mio libro su Bob Kennedy, così, per lasciargli una dedica anch’io, ma non l’ho trovato da nessuna parte. Peccato.
La convention è stata bella, c’era un gran buffet, gratis. Hanno parlato un casino di delegati e la cosa più bella è che tutti dicevano la stessa cosa: vogliamo Obama, eleggiamo Obama, Obama Presidente. Mica come da noi che tutti quelli che aprono bocca mi attaccano e mi offendono. Non c'è mica Parisi in America. Ah, ho comprato una cravatta con scritto su Denver 2008. Bella.
Ah, ho una notizia: domani andiamo a Las Vegas perché Bettini mi ha detto che la convention si interrompe per due giorni prima del discorso di Obama. Io non me lo ricordavo ma mi fido, Bettini ne sa una più del principale esponente dell’Inferno secondo le credenze dei cristiani, quindi ci vado.
Domani sera ti chiamo, manda una mail a Franceschini e digli che va tutto bene, e che ha fatto bene a non venire, qui ci si stanca un casino.

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mercoledì, 03 settembre 2008




Diario di Denver, secondo giorno

Cara Flavia, oggi è successa una cosa molto strana. Io e Bettini abbiamo fatto la fila per comprare i biglietti della convention democratica da un signore all’angolo di una strada, Bettini mi ha assicurato che funziona così, anche gli ospiti internazionali devono pagare il biglietto, è per finanziare questo grande partito democratico. Insomma, I miei 500 dollari li ho pagati volentieri, anche se il biglietto vale solo per un giorno e domani dobbiamo rifare la fila.
Il discorso di Hillary è stato bello, insomma, credo che sia stato bello, con l’inglese faccio ancora un po’ fatica, per fortuna c’era un gran casino e nessuno capiva niente. Devi vedere che belli sono gli striscioni, noi degli striscioni così ce li sogniamo, d’altronde queste robe qui le hanno inventate gli americani, noi arranchiamo.
Ieri sera io e Bettini siamo tornati in quel bar con le ragazze sui pattini a trovare la nostra amica ragazza madre, dice che se domani sera ne abbiamo voglia dopo il lavoro ci fa fare un giretto per la Denver sconosciuta. Quasi quasi ci vado, che dici? Ho letto su internet che il principale capo del governo a noi avverso farà una conferenza sull’Alitalia. Speriamo bene, io viaggio coi biglietti Alitalia gratis per I parlamentari, se mi fallisce al compagnia mentre son qui son cazzi.
Ti mando un bacio, salutami le bambine.
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Diario di Denver, primo giorno

Cara Flavia, oggi sono arrivato a Denver. Vedessi che luci, che strade, che ponti. E che motel. Mi sono sistemato a un Holyday Inn ad appena novanta minuti dal centro congressi, tutto il resto della città è pieno di delegati democratici, bianchi, neri, cinesi, mezzi italiani. Ho pure incrociato uno che mi ha detto: A Walter je famo il culo abberlusconi la prossima volta. Io gli ho sorriso, e gli ho detto che non bisogna demonizzare il principale capo del governo a noi avverso, lui mi ha fatto pat pat sulla spalla ed è entrato al centro congressi. Simpatico, eh.
Ah Flavia, dovresti vedere che bella Denver, ieri sera sono andato con Bettini a un bar con delle ragazze un po’ svestite, ma non lo fanno per esibizionismo come le veline da noi, no, qui è tutto più easy. Una mi ha detto che è una ragazza madre che fa cinque lavori per portare a casa la pagnotta. Ah questa America terra di contraddizioni. Comunque Bettini mi ha assicurato che domani riusciamo a entrare alla convention democratica a vedere il discorso di Hillary, ci tengo molto, ma il cellulare di Bill è sempre occupato e non sono riuscito ancora a chiamarlo.
Ti mando un bacio, e mi raccomando, forza Obama. L’Italia mi sembra così lontana da qui.
Walter


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martedì, 24 giugno 2008



Per un periodo tanti anni fa ho lavorato come correttore di bozze in una azienda che si chiamava Art’è. Era un’azienda che produceva editoria artistica di pregio, cioè edizioni dei vangeli da quaranta kili con copertina in argento e illustrazioni su carta pergamena. Spesso queste edizioni venivano presentate con una conferenza stampa a cui partecipavano alti prelati del Vaticano. Uno dei più assidui era il cardinale francese Paul Poupard, il ministro della cultura del Vaticano. Più di un anno fa avevo parlato di Poupard perché aveva detto che l’imitazione del papa fatta da Maurizio Crozza negava il valore fondamentale della persona umana. Oggi ho saputo che la scorsa settimana Flavio Briatore e Elisabetta Gregoraci sono stati sposati nientepopodimeno che dal cardinale Paul Poupard in persona. Pare che l’anziano porporato si sia anche addormentato nella chiesa aspettando la Gregoraci, che era in ritardo di quaranta minuti. Sono molto contento per il cardinale Poupard, sono sicuro che Briatore e Gregoraci saranno instancabili paladini di Santa Romana Chiesa e difensori del valore fondamentale della persona umana. Al privé del Billionaire, ovviamente.
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sabato, 21 giugno 2008


20 giugno 2008

Io lo so che gli ascoltatori vorrebbero sentire qualcosa sul povero Walter Veltroni insultato da uno che di bancarotte se ne intende, cioè il premier magnifico Silvio-nazione Berlusconi. O qualcosa sull’uomo nuovo della fiera di Bologna, lo sconosciuto Fabio Alberto Roversi Monaco. Invece voglio rivolgermi direttamente ad Arturo Parisi. Arturo Parisi per me sei un enigma, anzi come si diceva una volta un enigma avvolto in un mistero. Arturo Parisi tu non hai idee politiche, non hai un seguito elettorale, non hai nessun carisma e non attiri nessun voto. Ma allora Arturo Parisi perché rompi continuamente i coglioni? Chi ti vuole Arturo Parisi? Chi ti cerca Arturo Parisi? Chi ti caga Arturo Parisi? Secondo me conti così poco che tua moglie ti dice dove andate in vacanza a settembre, dopo che siete già tornati. Arturo Parisi, tu critichi Veltroni ma prova a pensare dove sarebbe il Piddì se il suo leader fossi tu. Arturo Parisi, vai in vacanza, và.

18 giugno 2008

Farebbe tenerezza se non fosse patetica e anche oscena la protesta dei dottorandi della Sapienza che si sono improvvisati lavavetri per denunciare la loro condizione di indigenza e chiedere un aumento delle borse di studio. La protesta è patetica perché come tutti quelli che fanno ricerca in Italia sanno che il vero problema non sono né i soldi né il precariato, ma le baronie e le gerarchie che impediscono la meritocrazia, la creazione del mercato accademico e legano i giovani e i ricercatori a fedeltà vita natural duranti. I dottorandi della Sapienza tutto questo lo sanno perfettamente e infatti protestano per i soldi, non contro i baroni che hanno potere di vita e di morte sulle loro carriere. La protesta è anche oscena perché dopotutto chi viene pagato per fare ricerca è un privilegiato, mentre i lavavetri sono dei poveri disgraziati. Il loro striscione diceva “La ricerca non è volontariato”. Volontariato no, missione sì, e una missione comporta sempre dei sacrifici. A me questi dottorandi lavavetri sembrano dei patetici impiegatucci da laboratorio, mi fanno pena solo a guardarli.

17 giugno 2008

Da qualche giorno mi interrogo sul ministro Renato Brunetta, quello che piace agli italiani, e sono sempre più convinto che la figura classica che ci aiuta a comprendere questo singolare personaggio sia il buffone di corte. Nel Medio Evo il buffone poteva dire la verità, e raccontare il mondo alla rovescia, come se il re ascoltasse le critiche e i cortigiani potessero rinunciare ai loro sordidi complotti. Ecco, Brunetta fa questo: quando parla di riforma della pubblica amministrazione ci parla di mondi inesistenti, fantastici, mitici, che ad alcuni potrebbero suonare come una critica implicita ma che in fondo fanno ridere, perché sappiamo perfettamente che non sono realizzabili e tutto rimarrà come prima. Sul Corriere di sabato Brunetta raccontava la sua storia di povero che ce l’ha fatta perché è bravo, anzi bravissimo. Ecco, bravo Brunetta, un buffone di corte simpatico e utile, almeno per ridere. Sentite cosa dice del suo rapporto con Tremonti: “Con Tremonti ci conosciamo da 28 anni. Tra noi c’è sempre stata una sfida a vedere chi è più bravo. Tremonti è fantasioso, io sono fantasioso. Giulio ha grandi visioni, io ho grandi visioni. Lui è geniale, io sono geniale. Ecco, il nostro è un rapporto tra due persone geniali. Tutto qui”.

12 giugno 2008

Mettiamo che una sera decidiate di andare alla festa dell’Unità alle Caserme rosse in via Corticella. Mettiamo che mangiate la buonissima trippa all’osteria e dopo un paio di bicchieri di vino andiate a farvi un giro per la festa. Entrate nella libreria e trovate un tavolo enorme pieno di libri a uno o due euro. Cominciate a sfogliare qualche libro e d’un tratto leggete una dedica sulla prima pagina: A Sergio Cofferati con tanto affetto Alberto Asor Rosa. Un po’ stupiti chiedete lumi, e vi rispondono che è vero, c’è un mucchio di libri del sindaco, anzi di libri che il sindaco ha ricevuto in regalo e non ha neanche guardato. Ci pensate un attimo e cercate di decidere se sia una cosa buona o no. Decidete che no, non è una cosa buona, magari se Cofferati avesse letto un po’ più di libri invece di buttarli via adesso sarebbe più sveglio e capirebbe più cose. Poi pensate che neanche leggendo diecimila libri Cofferati diventerebbe più sveglio, rimettete a posto il libro di Asor Rosa e andate a farvi un altro bicchiere di vino all’osteria.
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mercoledì, 11 giugno 2008



PUNTATE PRECEDENTI

10 giugno 2008

Oggi voglio dire qualcosa di positivo, e voglio fare i complimenti a due giornalisti, Carlo Bonini della Repubblica e Luigi Ferrarella del Corriere della sera. Ma cosa hanno fatto questi giornalisti? Hanno semplicemente fatto il loro lavoro e lo hanno fatto bene, pubblicando due lunghi articoli che di fatto sbugiardano il ministro Angelino Alfano, che ieri ha detto che metà Paese è sottoposto a intercettazioni e che le spese per le intercettazioni sono un terzo del bilancio del ministero. Bonini e Ferrarella ci hanno dimostrato, dati alla mano che sono tutte balle. Gli intercettati sono circa 80mila su 60 milioni, non certo la metà degli italiani. E Ferrarella addirittura dimostra che con i soldi recuperati ai furbetti del quartierino grazie alle intercettazioni il ministero ha pagato tutte le intercettazioni di un anno e ci ha pure guadagnato. Sapevamo fin dall’inizio il ministro Alfano aveva l’autorevolezza di un bambino di sei anni, ma questo sbugiardamento in diretta dovrebbe essere troppo anche per lui. E invece no, rimarrà al suo posto dire balle colossali per altri quattro o cinque anni. Chissà se qualcuno si stuferà di essere preso per il culo.

6 giugno 2008

Lo scambio sesso-denaro comporta eguali responsabilità sia per la donna sia per l'uomo che vi partecipano. E' perciò aberrante attribuire unilateralmente alle prostitute di strada il presunto reato contro la sicurezza e la moralità pubblica assolvendo a priori i loro clienti. Sapete chi lo ha detto? Il senatore di Forza Italia ed ex ministro dell’Interno Beppe Pisanu, capo della segreteria della DC sotto Zaccagnini trent’anni fa. Di questi giorni bisogna pescare nei democristiani della prima repubblica per sentire qualche parola decente. Chiedetemi quali incarichi di governo ha avuto Pisanu. La risposta è semplice: nessuno.

5 giugno 2008

Non riesco a capire la sorpresa per la tassa di Robin Hood, la nuova geniale invenzione di Giulio Tremonti. Qualcuno a sinistra si è stupito che Tremonti voglia far pagare le tasse ai ricchi, ma non c’è niente di strano. Prima di tutto da quindici anni Tremonti e Berlusconi sono i politici più populisti del mondo, e farebbero di tutto pur di accontentare il popolino che mugugna e si lamenta. E poi la tassa colpisce le compagnie, mica i petrolieri, ma tanto questa sottile differenza il popolino non la sa o non la capisce. La tassa di Robin Hood è l’ennesimo esempio di fuffa populista di Tremonti e Berlusconi. Favoriscono i ricchi facendo finta di portargli via dei soldi e inculano i poveri facendoli sentire come i ricchi. Un capolavoro, ma è solo il primo, basta aver pazienza.

4 giugno 2008

Poiché siamo il paese dei fessi abbiamo cominciato a discutere seriamente di Alfredo Cazzola sindaco di Bologna. Non ci bastava l’orrendo cinese con il suo amore viscerale per la città. Ci voleva anche il raffinato padrone del Bologna, rinomato per il Motor Show e per il progetto faraonico di uno stadio nella bassa che per fortuna è stato segato qualche mese fa. Insomma, dalla padella degli interessi personali di Cofferati Bologna cadrebbe nella brace degli interessi personali di Cazzola. Io voglio dire una cosa sola: di fronte a questa situazione la vera sinistra di Bologna ha un compito e una responsabilità enormi. Deve trovare e proporre alla città un candidato serio, solido, capace di attirare voti a 360 gradi. Non un personaggio pittoresco né un nostalgico del Sessantotto, del Settantasette o della Pantera. La sinistra bolognese ha la responsabilità di trovare un candidato vero, che possa metterla in culo a Cofferati, a Cazzola, a Guazzaloca e compagnia cantante. Io ci credo. Non perdiamo questa occasione.

3 giugno 2008

Tanto per festeggiare la festa della Repubblica, ieri sera sono andato al cinema a vedere Gomorra. Il film è molto bello e molto triste. Mentre guardavo il film mi sono vergognato di me stesso, perché mi sono reso conto che stavo osservando la gente delle Vele di Scampia come se fossero dei curiosi animali, non come degli esseri umani e dei cittadini. Dopo il cinema mi sono fatto un paio d’ore di fila sulla A14 insieme ai bolognesi che tornavano dal mare. Ho acceso la radio e ho ascoltato dieci minuti di un programma in cui due digei parlavano della piaga dei mendicanti. Dicevano che quasi tutti i mendicanti sono finti e che guadagnano un sacco di soldi chiedendo l’elemosina. Ho capito che il problema non è la camorra, la droga, la gente degradata a una vita da animale in gabbia. Il problema sono i mendicanti che fingono di essere zoppi e che ci portano via i nostri soldini con l’inganno. Davvero non c’è salvezza in Italia nel 2008.


postato da: PonyLuna alle ore 20:31 | link | commenti (10)
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venerdì, 30 maggio 2008



Quando ero piccolo c’era una iniziativa pubblicitaria che si chiamava Porte aperte alla Renault. Comprando il settimanale Gente ricevevi in regalo una chiave da automobile. La domenica andavi da un concessionario Renault e usavi la chiave per mettere in moto una macchina. Se la chiave funzionava avevi vinto la macchina e potevi portartela a casa. Vorrei proporre ai vulcanici ministri Maroni e La Russa una simpatica e rivoluzionaria iniziativa: Porte aperte ai CPT. Comprando il settimanale TV Sorrisi e Canzoni ricevi in regalo un palo di legno. La domenica vai al più vicino CPT e provi il palo di legno nel culo di un immigrato irregolare. Se il palo entra nel culo vinci l’immigrato e puoi portartelo a casa per fargli fare le pulizie o la badante, per soddisfare tua moglie o anche per l’espianto di organi. Porte aperte ai CPT. Una inedita iniziativa targata Maroni-La Russa.
postato da: PonyLuna alle ore 15:05 | link | commenti (2)
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mercoledì, 28 maggio 2008



Dopo lo scivolone con Di Pietro il giorno della fiducia, Gianfranco Fini fa di tutto per diventare un buon presidente della Camera. Ieri ha sgridato il suo amichetto ministro Andrea Ronchi perché parlava al telefonino in aula. Questa mattina Fini ha pronunciato solenni parole di condanna verso un articolo razzista pubblicato da Giorgio Almirante nel 1942. Almirante era il vicedirettore del giornale intitolato La difesa della razza. Le vecchie foto degli anni Sessanta ce lo mostrano sorridente con cappello e cappotto vicino a gruppi di fascisti con le mazze, pronti a menare i comunisti. Proprio bravo questo Fini, autorevole e imparziale. Chissà se con la sua autorevolezza riuscirà a fermare Gianni Alemanno, il sindaco di Roma che vuole intitolare una via proprio ad Almirante. E chissà se riuscirà a spiegargli che dieci nazisti che menano non sono dei semplici imbecilli ma sono degli imbecilli nazisti con i tatuaggi di Hitler e la celtica al collo. Chissà se Fini con la sua autorevolezza riuscirà a convincere Alemanno a togliere la sua, di celtica, dal collo.
postato da: PonyLuna alle ore 21:13 | link | commenti (1)
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La sensazione più terribile che provo in questi giorni è lo stupore. Non che non conoscessi l’Italia e i nostri ahimé concittadini, ma non mi aspettavo che bastasse così poco per far saltare il tappo. Non riesco più a guardare la TV, mi fa male vedere La Russa, Borghezio, la Mussolini e altri fascisti di complemento fare a pezzi la logica e la lingua italiana ancora prima che le più banali ed elementari idee sui diritti umani. Davvero non mi aspettavo che bastasse incoraggiare un po’ la ggente per vedere il popolino con mazze e spranghe farsi giustizia, si fa per dire, da solo nelle strade di Roma sfasciando il negozio al Mustafà e al pakistano di turno. Ma chi se ne frega, i problemi sono altri, se è vero che la metà dei lavoratori  autonomi di Bologna denuncia un imponibile di zero euro all’anno e quindi ci sono un casino di italiani poveri da aiutare e privilegiare. In questo clima terrificante ho fatto ai miei studenti di sociologia una lezione sui CPT. Di solito mi occupo di problemi astratti, di teoria, ma in questa situazione non sono riuscito a trattenermi. Forse è un buon segno.
postato da: PonyLuna alle ore 07:19 | link | commenti (5)
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